Valutare il potenziale imprenditoriale (III)

February 14, 2017

 

Bisogna riconoscere che le storie che riguardano gli imprenditori tendono a focalizzarsi sul perché hanno avuto successo e non sul perché abbiano fallito. In Italia dobbiamo cominciare a creare una cultura che guardi al successo e al fallimento come le due metà di una stessa medaglia: la medaglia del “fare”, del costruire un progetto in cui la passione ed un sogno personale ci spingono verso un territorio sconosciuto. Sono personalmente convinto che il successo inteso come il raggiungimento di obiettivi misurabili in termini economico-finanziari dipenda dalla velocità con cui impariamo dai nostri inevitabili errori e correggiamo il senso del nostro lavoro quotidiano.

Dato che le statistiche indicano che il tasso di fallimento di iniziative imprenditoriali e’ ben più alto di quello di successo, è bene soffermarsi su quelle che ne sono ritenute le principali cause.

  1. Gli imprenditori non hanno esperienza manageriale. In un mio precedente articolo, ho voluto sottolineare l’importanza di saper riunire in un’unica persona tratti sia imprenditoriali che manageriali a seconda dello stadio di sviluppo di un’azienda. Molti giovani imprenditori entrano in aree di business che capiscono intuitivamente ma che scoprono in seguito di non saper gestire managerialmente. Quando problemi commerciali, con le banche o con i fornitori emergono, non sono in grado di affrontarli e risolverli profittevolmente. Una situazione molto frequente e’ il contare solo sul proprio bagaglio di competenze tecniche tutte focalizzate sul prodotto o servizio che si vuole vendere, ma ignorando completamente i principi basilari di contabilità e di controllo di gestione.

  2. Non hanno saputo pianificare bene il fabbisogno finanziario. La sottostima del capitale liquido necessario per arrivare al punto di pareggio di un’iniziativa imprenditoriale e’ la prima causa di fallimento. È importante ricordare una regola base: bisogna saper misurare e chiedere la prima e sola volta ad un investitore l’apporto di liquidità necessario per fare entrare una startup nell’area di profitto.

  3. Non hanno saputo scegliere la giusta ubicazione della propria attività. Alcuni imprenditori cercano di ridurre i costi scegliendo una ubicazione in un’area geografica che si rivela essere a basso traffico. La loro clientela potenziale non viene attratta e di conseguenza tutto il business plan viene negativamente impattato sul fronte ricavi. Quindi se il luogo dove viene erogata un’attività imprenditoriale e’ fondamentale (pensiamo ad un negozio od ufficio su strada), bisogna saper scegliere bene la giusta ubicazione e stimarne correttamente il costo.

  4. Non hanno saputo controllare sistematicamente l’andamento del business. Le metriche sulla base delle quali e’ stato costruito il business plan non sono monitorate giornalmente e settimanalmente. Pertanto, sono assenti le azioni correttive per modificare gli inevitabili scostamenti tra un piano e la realtà quotidiana. In una startup avviata, la contabilità aziendale viene delegata al commercialista per gli adempimenti fiscali e tributari ma non viene trasformata in un pannello di controllo per valutare il vero costo del venduto, l’andamento delle scorte in magazzino o quanto si stia spendendo in attività promozionali.

  5. Tendono verso un elevato livello di spesa generale. Tipico esempio e’ volere investire in macchinari ed attrezzature nuove poiché espressioni del proprio background tecnologico e non a trovare un equilibrio, attraverso invece soluzioni di usato, con l’inevitabile richiesta di capitale circolante per soddisfare magari un inaspettato ordine di un importante cliente.

  6. Sono inefficaci riscotitori di crediti commerciali. Si tende a guardare alla relazione tra ordini dei clienti e fatturato ma non all’incasso delle fatture. Molti giovani imprenditori provano quasi una forma di imbarazzo a trasformarsi in inevitabili Credit Managers per evitare che una startup profittevole fallisca per un grave sbilancio di cassa.

  7. Non hanno saputo dedicare al business il giusto tempo e focalizzazione. E’ inevitabile dover investire molte ore giornaliere per avviare una nuova attività con successo. Bisogna essere pronti a sacrifici nella vita privata, dando comunque sia un giusto tempo alla fase di avviamento, per raggiungere i propri risultati. In aggiunta al tempo necessario per fare le cose, bisogna trovare anche il tempo di pensare bene a cosa fare attraverso un continuo processo di apprendimento e formazione per acquisire la necessaria preparazione manageriale.

  8. Hanno ricercato una crescita commerciale troppo accelerata. Non valutare bene il tasso sostenibile di acquisizione di nuovi clienti porta ad inevitabili peggioramenti della qualità del prodotto e del servizio, avviando l’attività verso un circolo negativo che si autoalimenta. Altra tipica attitudine e’ di considerare un’espansione all’estero prima di avere completato la penetrazione nel mercato domestico in linea con gli obiettivi del business plan finanziato.

     

     

     

     

     

     

     

     

     

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